Obiettivi

Il progetto nasce dalla volontà di indagare quelle che sono le attenzioni e le risposte di soddisfacimento dei bisogni, degli utenti che si rivolgono ai servizi per la cura dei Disturbi del comportamento alimentare (DCA) nel territorio Sardo per:

  • Far emergere come le giovani donne vivono nella loro comunità, fotografando la loro vita quotidiana.
  • Riflettere attivamente sul legame tra la propria vita, e le soluzioni offerte alle loro richieste, da parte del  territorio Sardo. Documentare i punti di forza e di debolezza individuali e comunitari.
  • Aumentare la loro coscienza critica rispetto ai problemi, risorse, richieste e risposte ai bisogni di cura dei DCA nel territorio Sardo, cosicché possano poi trovare delle soluzioni concrete sulla base delle loro esigenze e dei loro progetti.
  • Renderle attive costruttrici del proprio spazio espressivo, creando relazioni tra loro e i decisionisti e  le istituzioni, detentrici del potere, nell’interesse di un cambiamento vantaggioso.

Fasi del progetto

La prima fase, che avviene dopo il reclutamento dei partecipanti, si svolgerà in cinque incontri:

  1. Concettualizzare un problema che potenzialmente interessi alla comunità, per definire che direzione debba prendere l’azione sul campo. Alle ragazze vengono esposto gli obiettivi del progetto, le linee guida per lo scatto, la selezione delle immagini, e  i limiti e le possibilità di scattare sulla base delle leggi sulla privacy.

In questo progetto è stato chiesto alle ragazze con DCA:

  1. Come la comunità soddisfa o non i tuoi bisogni dai salute
  2. Riflessione critica e di dialogo: Ogni ragazza all’incontro successivo presenta al gruppo tre immagini da loro selezionate tra tutte quelle scattate durante i quindici giorni, e a turno le presentano ai membri del gruppo contestualizzando e narrando le proprie foto. Finito questo giro avviene un’ulteriore selezione di  cinque foto rappresentative per l’intero gruppo. Questa selezione effettuata con riflessioni attive, fà emergere delle problematiche e le risorse che vengono verbalizzate e codificate con una tematica o una questione di riferimento che rappresenta una linea guida per i prossimi scatti.
  3. Si ripeteranno le stesse azioni negli incontri successivi, si promuove lo sviluppo di uno sguardo nuovo e più profondo sulle proprie esperienze nella comunità, aspetto fondamentale del processo di empowering
  4. Documentare le storie e quindi trascrizione verbatim di tutti gli incontri. Il conduttore conclude questa fase consegnando a tutti i partecipanti un valutazione partecipativa individuale, estratta dalle registrazioni, sul loro impegno verso il progetto e verso il gruppo.
  5. Il gruppo determinerà la tipologia e le modalità di presentazione del  proprio lavoro e delle tematiche emerse durante l’intero progetto, in modo da poter attivare dei reali processi di promozione e cambiamento, alle istituzioni e alla comunità allargata. E’ possibile pertanto lo svolgersi di un evento, anche di una sola serata, o di una giornata, con lo scopo di mostrare il  lavoro proposto dalle ragazze un’occasione per le comunità di influenzare la politica.
  6. Devono essere contattate delle istituzioni, le quali devono capire che quest’azione sul territorio rappresenta una preziosa possibilità di coscientizzazione e responsabilizzazione dei cittadini rispetto ai problemi interni alla comunità; se questa possibilità verrà realizzata le istituzioni avranno in possesso un importante strumento per attuare processi di cambiamento condivisi.

Nella seconda fase  si cercherà di completare la valutazione dell’impatto Photovoice.

  1. I dati qualitativi raccolti come le foto, le registrazioni verbatim, e le risposte da parte dei politici e delle istituzioni, verranno utilizzate per  capire l’efficacia del progetto  da un punto di vista  preventivo e di promozione, e come strumento di cambiamento individuale gruppale di comunità.
    Nello specifico verrà osservato il processo di empowerment, la capacità di acquisizione di potere, l’incremento delle capacità delle persone a controllare ed organizzare attivamente la propria vita sia a livello individuale che  sociale.
  2. Verrà osservato e verificato il cambiamento  sociale sviluppato dal singolo e dal gruppo. Tale processo evolutivo sarà evidenziato  dalla capacità del gruppo o del soggetto di confrontarsi con i  decisionisti politici attraverso le loro fotografie e i loro racconti, quindi di auto-riscattarsi sia sul piano sociale che individuale.
  3. Verrà creato un sito internet in cui saranno resi pubblici i risultati, le migliorie, il lavoro svolto da tutti i partecipanti, diretti e indiretti. Queste pubblicazioni non vogliono essere semplicemente un resoconto, bensì un incentivo verso la sensibilizzazione attiva della comunità su  dei possibili cambiamenti sociali. Richieste di  modifiche che arrivano direttamente da un lavoro di cooperazione tra membri di un determinato gruppo di un territorio, istituzioni, e decisori politici di riferimento.

Creare una comunicazione sana e leale, per abbattere quei muri che spesso si creano tra comunità, istituzioni e decisionisti politici, con Photo Voice si può.

I progetti Photo Voice mirano a realizzare un cambiamento positivo individuale e sociale nei seguenti modi:

Promuove auto-sviluppo

  • Fornisce un mezzo di espressione e di soddisfacimento creativo, che incoraggia i partecipanti e li rende fiduciosi delle loro capacità  e del ruolo attivo che hanno all’interno della società- comunità.
  • Fornisce l’attivazione e il funzionamento di gruppi  ritenuti vulnerabili o difficoltosi, all’interno di un ambiente sicuro e protetto.

Promuove la propria tutela

  • La possibilità di Dar la voce a coloro che spesso  mettono a tacere le proprie problematiche,utilizzando per comunicare l’immagine fotografica che può rappresentare o un problema o un desiderio di un individuo, gruppo o comunità.
  • L’attivazione dei partecipanti a diventare sostenitori per e del loro cambiamento .

Promuovere una miglior vita sociale

  • Fornisce i mezzi e le competenze per una  formazione professionale , che può esser utili per: riproporre un altro progetto Photo Voice,  dare consulenza e orientamento sulle migliorie pratiche a tutti gli altri organizzatori che desiderano sviluppare progetti simili a quello a cui si è partecipato.
  • Vendita e commercializzazione delle immagini prodotte dai partecipanti al progetto Photo Voice sia per un proprio guadagno che per la raccolta di fondi da investire nel proseguimento ed espansione del progetto.
  • Promuove lo sviluppo partecipativo- attivo del gruppo, attraverso la cura dei: mezzi di comunicazione di massa attualmente più utilizzati: web, newsletter, forum, coinvolgimento dei media locali; organizzazione di eventi e mostre,  per sensibilizzare l’opinione pubblica del proprio territorio e non;  sostenere tutte le persone di talento nel perseguire ulteriori studi di approfondimento, sia  nel campo della fotografia, che  della Psicologia di Comunità.

Strumenti Utilizzati

Gli strumenti utilizzati per tutto l’intero svolgimento lavorativo del percorso avranno due valenze diverse ma entrambi connesse e importanti:strumenti materiali e strumenti psicologici.

Strumenti Psicologici

  • Creazione di un ambiente lavorativo, sereno, di fiducia, partecipazione improntato sulla creatività , su scambi relazionali e empowerment
  • Libero spazio decisionale  rispetto all’espressione dell’immagine fotografica rispetto alle loro preoccupazioni , desideri individuali e della comunità
  • Formazione di un rapporto confidenziale di gruppo basato sul confronto, sul dialogo critico, sulle discussioni rispetto alla loro conoscenza personale e di comunità dei punti forza o delle difficoltà della comunità circostante
  • Comprensione e rispetto del singolo e dell’intero gruppo e di tutti i dati ricavati e monitorati attraverso un ottica di promozione e prevenzione del benessere.

Strumenti Materiali

  • Fotocamera digitale
  • Stampante e Scanner
  • Registratore vocale
  • Materiale per organizzare la mostra fotografica.

Photovoice Sardegna