Video di presentazione di PhotoVoice Sardegna

La fotografia è arte, pubblicità, ricordo, reportage, divulgazione scientifica, denuncia, è un mezzo visivo universalmente compreso, adattabile culturalmente, un unico mezzo usato per scopi diversi. La fotografia è anche lo strumento privilegiato per la ricerca d’azione partecipata (PAR), cioè una strategia  che pone in rilievo anche il ruolo attivo di chi osserva: Il Photo Voice come miscela di base per l’azione sociale.

Photo Voice è un’organizzazione internazionale senza scopo di lucro, consente di estrarre quello che una singola persona, una comunità, o addirittura un paese, hanno in loro possesso per affrontare ciò che è problematico, o difficoltoso per il raggiungimento dei propri obiettivi. Scatena un processo di sostegno che agisce su tutte le persone bisognose di comunicare a se stesse e alla società, le loro preoccupazioni, speranze e paure, mediante l’utilizzo della fotografia e del suo linguaggio.

Photo Voice consente una visione introspettiva di quelli che sono gli aspetti quotidiani di una comunità Promuovendo un nuovo punto di vista: usa la fotografia e le storie dei partecipanti come un mezzo per dar voce a temi troppo silenziosi e a problematiche e risorse della propria comunità.

Photo Voice abbraccia i principi che insegnano come le immagine attraverso la fotografia, possano influenzare la politica, la comunità e le persone. Agisce  servendosi di una comunicazione sana e leale che chiunque può imparare ad apprezzare, prevede di fatto un facile accesso per coloro che prendono decisioni nel definire se stessi e gli altri, compresi i politici.

Photo Voice nasce dalla fusione  delle conoscenze che la psicologia di comunità ha acquisito nel corso degli anni, in particolar modo del concetto di empowerment, unito alla fotografia documentaria e alla coscienza critica. Un nuovo metodo ormai divenuto internazionale, per essersi dimostrato valido come strategia  di co-apprendimento partecipativo, soprattutto nel campo della prevenzione e promozione del benessere nella sanità.

L’organizzazione trae le sue teorie e i suoi metodi da varie fonti:

  • “Coscienza critica di Freire”(1972)  evidenzia l’importanza del significato che acquisiscono le persone quando parlano direttamente della propria esperienza; quando riescono ad  osservare e valutare condizioni diverse dalle proprie; quando la propria presa di coscienza critica di tali  situazioni muta, al fine di promuovere strategie di sviluppo per il cambiamento.
  • “La teoria femminista” sostiene che per poter far sentire la propria  voce è necessaria l’esperienza soggettiva e la partecipazione attiva attraverso il proprio contributo personale.
  • “La fotografia documentaria” secondo la quale le foto e le sue descrizioni, oltre ad essere un espressione visuale della coscienza sociale, è un mezzo che per i partecipanti rappresenta uno strumento in grado di influenzare tutti coloro che appartengono alla comunità.

Quindi l’idea è che  l’immagine fotografica della vita quotidiana è più forte quando è rappresentata dai membri della comunità, dall’esperienza soggettiva, dal riconoscimento di tale esperienza e dall’impegno dei responsabili politici, che governano la vita della comunità, nel celebrare le immagini fotografiche accompagnate dalle storie illustrate e raccontate, come catalizzatore per il cambiamento.

Con lo sviluppo l’ Empowerment sociale e politico, si mira all’ aumento della competenza della comunità nel suo insieme: ciò implica l’offerta e l’utilizzo di risorse in modo da accrescere la capacità dei membri di prendere decisioni ragionate sui problemi, adottando modalità adeguate per farvi fronte.

La prima a chiamare così questa tecnica è stata l’americana Caroline Wang, che nel 1987 ha condotto il suo primo Photo Voice con delle donne appartenenti ad una comunità rurale cinese dello Yunnan. Secondo la Wang ciò che vale la pena di ricordare è ciò che deve essere cambiato per migliorare se stessi e la propria comunità.

Photovoice NON è un progetto fotografico, arte-terapia, o fotogiornalismo. Photovoice è una ricerca, in  multi-step formato da fasi spcifiche, che combina  fotografia, ricerca, processi di gruppo,  narrazione, azione sociale, e sviluppo della consapevolezza dei partecipanti su questioni comunitarie. L’aiuto dei conduttori serve per guidare i partecipanti  durante tutte le fasi del processo.

Ciò che rende il metodo Photo Voice originale ma soprattutto efficace, è la possibilità per coloro che partecipano a questo processo di crescita di utilizzare la macchina fotografica  sia per esprimersi che per   imparare.

“Photovoice è un metodo che consente di definire per sé e per gli altri, compresi i responsabili politici, ciò che vale la pena ricordare è che cosa deve essere cambiato”.

Caroline Wang

Bibliografia

  • John Fleming, Jane Mahoney, Elizabeth Carlson, and Joan Engebretson; An Ethnographic Approach to Interpreting a Mental Illness Photovoice Exhibit.
  • Kenneth C. Hergenrather, Scott D. Rhodes, and Glenn Clark; Windows to work: Exploring employment-seeking behaviors of persons with HIV/AIDS through photovoice.
  • A Pearce, C Kirk, S Cummins, M Collins, D Elliman, A.M. Connolly, C Low; Gaining children’s perspectives : A multiple method approach to explore environmental influences on healthy eating and physical activity.
  • Caroline C.Wang. Dr.P.H, M.P.H.; Photovoice: a partecipatory action research strategy applied to women’s health; Journal of women healh volume 8, number 2, 1999, Mary Ann Liebert, Inc.
  • Tim Booth and Wendy Booth; In the Frame: photovoice and mothers with learning difficulties; Department of Sociological Studies, University of Sheffield, Sheffield S10 2TU, UK

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